Cosa mi gratifica maggiormente?

È molto importante capire quale sia la fonte di soddisfazione del ceramista durante il suo lavoro, tante infatti possono essere le sfumature, le priorità, i punti di vista, le sensazioni. E come per tutti gli altri casi precedentemente presentati, le risposte possono essere varie e differenziate:

Cosa mi gratifica maggiormente ?

“Quando le mie opere sono apprezzate dai clienti”

Riscontrare il favore dei clienti è senza dubbio un aspetto molto importante, soprattutto nell’ottica di vendita finale del prodotto. Riuscire ad accontentare il consumatore finale è una grande conquista, oltre ad essere anche molto efficace per la costruzione dell’engagement

“Quando vendo le mie opere con buon profitto”

Riuscire ad ottenere il giusto guadagno dalla vendita delle proprie opere, gratifica ampiamente soprattutto in relazione al duro lavoro che c’è dietro. In questo caso il ceramista si sentirà giustamente ripagato e apprezzato, oltre ad ottenere anche un ottimo profitto.

“Se ho prospettive di crescita”

Il confronto e le esperienze, positive o negative che siano, sono indubbi elementi di maturazione. La stessa analisi dei competitors o la partecipazione a fiere, concorsi, eventi, permette al ceramista di mettersi alla prova e di trasformare il suo lavoro in un banco di crescita sia personale che lavorativo; anche lo studio e la ricerca contengono questa prospettiva. Tutte queste cose diventano una sfida con se stessi alla ricerca di una crescita professionale.

“Far crescere un’attività da lasciare a figli, nipoti o altri”

Non c’è maggior soddisfazione che lasciare la propria attività, creata e gestita con sforzi e sacrifici, ai membri della propria famiglia. Il lavoro di tutti i giorni è portato avanti con la consapevolezza che nulla è vano, ciò che viene prodotto oggi avrà una sua continuità nel futuro e magari passerà di generazione in generazione. Si mantiene intatta così la tradizione di famiglia e il tesoretto aziendale è destinato a crescere e a consolidarsi nella storia familiare.

“Esprimere la mia arte”

Principio altissimo e gratificante, quello di non asservirsi a nessuno e seguire esclusivamente la propria ispirazione, sensazione, stato d’animo, pensiero. Si è già detto di come esprimere la propria arte significhi esprimere se stessi, se poi questo è accompagnato anche da una buona fattura e da un apprezzamento dal pubblico la gratificazione è ancora più speciale.

“Essere stimato e conosciuto nel settore ceramico professionale”

L’apprezzamento dei colleghi e degli esperti del settore è un altro aspetto importante di gratificazione. Si è sempre alla ricerca di affermazione, soprattutto nell’ambito lavorativo, e questo non può che comportare anche un accrescimento personale. Si va sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, stimolante, da presentare e sottoporre alla critica (costruttiva) degli esperti del settore. Si diventa riconoscibili e in questo senso anche maggiormente apprezzati e gratificati.

“Vedere citate e pubblicate le mie opere”

Altra importante fonte di gratificazione, frutto di riconoscimento e pubblica attestazione. Dopo un lungo lavoro di ricerca e studio, nonché di produzione, vedere che il proprio lavoro è riconosciuto, studiato o “degno” di menzione è sicuramente una bella soddisfazione.

“Vedere al lavoro i miei collaboratori”

Trasmettere la propria passione a dipendenti e collaboratori è un segno di grande capacità di condivisione ed espressione. In questo caso il lavoro è percepito da tutti come un piacere, un momento di condivisione e di collaborazione di tutti alla creazione di un prodotto unico, specifico per quella persona o quel luogo, destinato alla felicità di altre persone. Se il clima di lavoro è così forte e determinato, anche la realizzazione finale ne risentirà.

“Vedere le mie opere ben esposte e ben presentate al pubblico”

In un lavoro in cui ci si confronta spesso con il pubblico, un ruolo attivo lo detiene la comunicazione. Non si intende solo quella scritta o di marketing, ma anche e soprattutto quella visiva. Se espressa correttamente, con esposizioni curate, dettagli informativi a margine dei prodotti, cataloghi e brochure, non solo si riesce a dare un messaggio chiaro e significativo al pubblico, ma si riesce anche a mostrare il proprio apprezzamento, soddisfazione, impegno per il lavoro creato e sistemato con attenzione.

“Realizzare opere artisticamente uniche”

Veniamo ora alla creatività, alla volontà (e soddisfazione) di produrre opere uniche sì, ma dallo stile, fattura, forma, produzione immediatamente riconoscibili. Creatività e originalità sono degli stimoli molto interessanti, capaci di determinare un vero e proprio marchio di fabbrica per la produzione artistica. Per il ceramista però la soddisfazione più grande deriva proprio dal pensare forme così particolari, tali da essere facilmente riconosciuto rispetto ai suoi colleghi.
Lavorare la ceramica non significa solo produrre un oggetto, alle spalle ci sono ricerca, studio, tentativi, prove, creatività, tutti elementi che concorrono a rendere unico il prodotto finale.

“Eseguire realizzazioni tecnicamente complesse”

Creatività e originalità passano anche attraverso un lavoro particolare e articolato. La ricerca di forme uniche e rare, che rendano l’oggetto riconoscibile, può avvenire anche attraverso l’utilizzo di tecniche complesse. All’occhio esperto non passerà inosservato l’utilizzo di un design piuttosto che un altro, una forma, una tecnica, una tipologia di decorazione. Soprattutto se “destinato” ad un élite il prodotto riscontrerà un ampio successo, contribuendo ad accrescere, di conseguenza, il prestigio e l’importanza del ceramista.

“Vedere in giro brutte copie del mio lavoro”

In ultimo presentiamo la gratificazione raggiunta attraverso l’imitazione. È sicuramente lusinghiero per un ceramista diventare una sorta di modello o punto di riferimento, un “non plus ultra” da raggiungere. Se poi il prodotto imitato non raggiunge neanche lontanamente l’originale, allora la soddisfazione sarà ancora più grande. Non intendiamo qui presentare il ceramista come una figura arrogante o spocchiosa.
Piuttosto prendiamo in considerazione la possibilità per qualcuno del settore di sentirsi importante, lusingato e gratificato attraverso un ineguagliabile processo di imitazione. È d’altronde un esempio riscontrabile e applicabile anche ad altri campi professionali e per alcuni potrebbe essere uno stimolo non indifferente.

La riflessione portata qui avanti ci ha permesso di compiere un discorso piuttosto introspettivo, rivolto soprattutto al ceramista e a capire cosa è più importante nel suo lavoro. Si va dalle sfide verso se stessi fino alla capacità di poter trasmettere la propria passione a dipendenti, collaboratori e clienti. Come per le precedenti ognuno avrà le proprie esigenze e motivazioni, il nostro tentativo è ancora quello di dare uno spunto di riflessione a tutti per capire cosa sia più o meno importante, e quali siano gli stimoli che ognuno ha nel portare avanti questo lavoro.

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